TERRA SANTA: Associazione Santo Sepolcro Foligno

"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Matteo 25; 40)

L'Associazione Santo Sepolcro si prefigge di allargare la propria attività per contribuire in modo attivo ad aiutare coloro che vivono nelle difficoltà sia materiali che spirituali.

www.santosepolcrofoligno.it
e-mail: santosepolcrofoligno@gmail.com
quota annua iscrizione € 20,00
per adesione compilare modulo di adesione scaricandolo dal sito.


La Terra Santa è  la regione compresa tra il Mar Mediterraneo e il fiume Giordano, attualmente divisa tra gli Stati di Israele e di Palestina.
 Storicamente, la regione è nota con il nome di Terra di Israele e successivamente come Palestina. L'aggettivo si riferisce al significato spirituale di quella terra per ebreicristiani e musulmani.
A partire dal secondo dopoguerra la regione si è trovata al centro del conflitto arabo-israeliano; anche per questa ragione il termine è oggi spesso utilizzato per indicare generalmente quell'area senza specificare "Israele" o "Palestina", al fine di non favorire uno dei contendenti.
 Monumenti importanti sono la basilica del Santo Sepolcro, la città natale di Gesù Betlemme, il Muro Occidentale del Tempio di Gerusalemme e la Cupola della Roccia.
Per gli ebrei si tratta della Terra promessa, ossia la terra verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè; in essa si trovano le città sante di Gerusalemme e di Hebron.
Per i cristiani, che hanno in comune con gli ebrei l'Antico Testamento, è anche la terra in cui è nato, morto e risorto Gesù Cristo, incarnazione del Verbo; in essa si trovano le città legate alla vita di Gesù: BetlemmeGerusalemme e Nazaret.
musulmani credono che sia la terra in cui Maometto giunse al termine di un miracoloso viaggio notturno (isrā' ) che mosse dalla Mecca e che lo fece ascendere poi al Cielo (mi‘rāg ), visitando il Paradiso dopo aver sorvolato l'Inferno. La Cupola della Roccia di Gerusalemme fu eretta sul luogo da cui sarebbe cominciata la mistica ascensione del profeta dell'Islam.
 In realtà Maometto morì a Medina l'8 giugno del 632.
La Terra santa è molto importante per la cristianità, principalmente perché è il luogo in cui nacque, predicò, fu crocifisso e  risorse Gesù Cristo.
I principali luoghi santi per i cristiano sono:
Durante le crociate, spesso i pellegrini cristiani cercarono altri luoghi sacri nel cosiddetto Outremer (cioè i domini cristiani in Terra santa), specialmente all'inizio del XII secolo, subito prima della cattura di Gerusalemme. Essi sono:
Dal 1219, anno del viaggio di san Francesco di Assisi, l'Ordine dei frati minori è presente in Terra Santa; oltre un secolo più tardi, nel 1342papa Clemente VI riconobbe all'Ordine il diritto di rappresentare la Chiesa cattolica nei luoghi santi, già riconosciuto dai musulmani grazie alla donazione del francescano re di Napoli Roberto d'Angiò; la provincia francescana di Terra santa è più diffusamente conosciuta come Custodia di Terra Santa.



scuola francescana di Gerico
PROGETTO PROMOSSO DAL COMMISSARIATO DI TERRA SANTA IN UMBRIA
I bambini sono coloro che risentono di più della difficile situazione politica ed economica di Gerico.
Sono i più poveri, i più fragili della Terra Santa, forse sono coloro che, senza il nostro aiuto, non avranno un futuro.
Ma solo grazie alle piccole donazioni di numerosi amici, e sostenitori di questo progetto, che questi bambini proseguiranno gli studi; cerchiamo così di rispondere ai bisogni più immediati delle fasce più deboli.
Grazie al coinvolgimento di numerosi amici ed amanti della Terra Santa e di varie realtà, profit e no-profit, legate al mondo francescano, questo progetto verrà ampiamente divulgato raggiungendo e sensibilizzando moltissime persone.
A tale fine ci sono molte iniziative: serate a tema, mercatini, Sala Ricordi (vendita oggettistica proveniente dalla Terra Santa), pellegrinaggi al Santuario del Santo Sepolcro di Foligno.
Questi bambini potranno essere sostenuti durante tutto l’anno attraverso la Vostra sensibilità e carità.
Il Signore ama chi dona con gioia!
Padre Giuseppe Battistelli
(Commissario di Terrasanta per l’Umbria ofm)

COME CONTRIBUIRE:
Sostieni i bambini di Gerico in Terra Santa!
Le offerte possono essere inviate presso


Associazione Santo Sepolcro Foligno
Banca CREDEM
Iban: IT28T 03032 03000 01 000 000 4231
  



Un pellegrinaggio fantastico

 Partenza dall'aeroporto di Roma per Tel Aviv.


















Primo Giorno

Osservatorio di Sde Boker, dove si trova il kibbutz che fu di David Ben Gurion, il fondatore dello stato d’Israele. Qui si trova la sua tomba, affacciata sul deserto di Zin. 
deserto di Zin, valle del deserto del Negev






Da questo promontorio avremo una vista stupenda e questo sguardo ci aiuterà a comprendere meglio come leggere la Bibbia attraverso la geografia di questa terra. Proseguimento per il Makhtesh (cratere) Ramon.

Makhtesh Ramon (in ebraico: מכתש רמון; lit. Cratere Ramon; arabo: وادي الرمان) è una caratteristica geologica del deserto del Negev di Israele. Situato al culmine del monte Negev, circa 85 km a sud della città di Beersheba, la morfologia non è in realtà un cratere da impatto di un meteorite né un cratere vulcanico formato da un'eruzione vulcanica, ma è il più grande cratere al mondo. Il cratere ha una lunghezza di 40 km, è largo 2–10 km e ha una profondità di 500 metri, ha la forma di cuore allungato. L'unico insediamento nella zona è la cittadina di Mitzpe Ramon (מצפה רמון, "Ramon Punto panoramico") che si trova sul bordo settentrionale del cratere. Oggi il cratere e l'area circostante costituisce il più grande parco nazionale di Israele, la riserva naturale di Ramon.



Centinaia di milioni di anni fa, il deserto del Negev era coperto da un oceano. Lentamente, questo è cominciato a retrocedere verso nord lasciando dietro una collina a forma di gobba. La gobba è stata lentamente schiacciata dall'acqua e dalle forze atmosferiche. Il fondo del cratere ha continuato ad sprofondare a un ritmo molto più veloce rispetto alle pareti circostanti, che gradualmente aumentano in altezza. Oggi, il cratere è a 500 metri di profondità con il punto più profondo in Ein Saharonim dove risiede anche l'unica fonte d'acqua naturale, che sostiene gran parte della fauna selvatica tra i quali asino selvatico asiatico e l'ibex nubiano.



Secondo Giorno

Partenza verso sud fino all’incrocio con la strada dell’Aravah, verso Eilat. Qui attraverseremo una fascia di circa 60 chilometri di paese desolato, all’altitudine di 400-500 mt. sul livello del mare.


 Questo deserto costituisce una via naturale di accesso al sud del Paese ed è menzionato più volte nella Bibbia. Arriveremo in località Timna. Qui, rocce antichissime impastate dal vento e dall’acqua assumono forme maestose che plasmano spettacolari scenari. Il parco è meraviglioso per i reperti geologici che contiene e per la fantasia delle forme della roccia: in pullman, in un percorso ben delineato, attraverseremo questa valle di 25 km, che contiene anche delle cave di rame, sfruttate al tempo degli egiziani; ci fermeremo ad ammirare il “fungo”,
le miniere per l’estrazione del rame le cui pareti sono state disegnate dai graffiti dei minatori egiziani, e sosteremo davanti alle “colonne di Salomone”.




Sotto queste maestose colonne

faremo memoria dell’Alleanza di Mosè, delle alleanze rinnovate dal Signore con il suo popolo, fino alla nuova ed eterna alleanza compiuta con Gesù. In questo parco è stato ricostruito anche il Tabernacolo con l’arca dell’alleanza, sulla base della descrizione biblica.

Attraverseremo il confine e ci dirigeremo nel deserto del Wadi Rum: escursione in Jeep 4x4, un percorso in mezzo al deserto giordano dal caratteristico paesaggio lunare.
Qui ai margini dell’imponente valle sabbiosa, montagne alte centinaia di metri assumono forme bizzarre e incredibili tonalità di colore. Dal punto di vista archeologico è stato importante ritrovare nel deserto giordano graffiti molto antichi a testimonianza che questi luoghi furono abitati fin dalla preistoria. Cena in campo tendato con i beduini e proseguimento per Petra per il pernottamento.










Terzo giorno

Prima colazione in albergo e mattinata dedicata alla visita di Petra: l’antica città degli arabi Nabatei, scavata nella roccia rosa, si presenta come una grande opera d’arte, che un tempo fu centro di culto e di grande importanza commerciale.







La zona archeologica è raggiungibile da una gola lunga circa un chilometro e mezzo, in alcuni punti molto stretta (per attraversarla si possono utilizzare i cavalli e per chi lo desidera - in maniera molto ridotta - calessi a 2 posti a pagamento).
Questa gola, detta “siq”, si è formata a causa di una faglia naturale in cui la montagna si è spaccata e regala ancora oggi uno degli spettacoli più belli al mondo.


















Pranzo in ristorante fuori dell’area archeologica.


 Nel primo pomeriggio proseguimento per il Monte Nebo, dove giunse e sostò il popolo di Israele guidato da Mosè.

 Visita della chiesa a lui dedicata, con pavimentazioni raffiguranti scene di caccia e vita campestre. Proseguimento per Madaba, capitale dei mosaici bizantini e visita alla chiesa di San Giorgio, dove si trova l’unica mappa che rappresenta la Palestina. 








Quarto giorno

Partenza per Betania, il luogo che ricorda il battesimo di Gesù.


 Proprio in questo luogo è stata rinvenuta la grotta dove visse e operò Giovanni Battista. I primi pellegrini notarono che dalla grotta usciva dell’acqua, che Giovanni beveva e usava per il battesimo. 




E' stato emozionante rinnovare il Battesimo nel luogo in cui
Gesù è stato battezzato da Giovanni Battista








Partenza per il confine di Allenby, disbrigo delle formalità doganali e proseguimento per  Gerico.
 Gerico è anche il luogo evangelico in cui il Signore Gesù guarì due uomini feriti: Bartimeo, ferito nel fisico dalla cecità, e Zaccheo, ferito nell’animo dai suoi peccati (Lc 18-19). I pochi sicomori che ancora si trovano nell’attuale città di Gerico, ricordano ai pellegrini il sicomoro sui cui rami salì Zaccheo per vedere Gesù.
scuola francescana di Gerico

La piccola chiesa cattolica latina è dedicata a Gesù Buon Pastore: poichè, per Bartimeo e Zaccheo, Gesù fu effettivamente un vero Buon Pastore. È la chiesa parrocchiale di una piccola comunità di circa 200 cristiani arabi. A due passi si trova la chiesa ortodossa, che conta circa 250 fedeli. Due scuole cattoliche (una maschile e una femminile) riuniscono tutti i bambini delle famiglie cattoliche e ortodosse, e un buon numero di bambini musulmani; Gerico conta 25.000 abitanti arabi musulmani.
Gerico, cappella del buon pastore


 Visita di Qumran. 

Contemplando le rovine di Qumran, antiche di 2000 anni, affacciate sul Mar Morto dal margine del deserto di Giudea, potrete avere una più profonda comprensione dei Manoscritti del Mar Morto, i più antichi testi sacri mai ritrovati, e scoperti proprio in questo luogo. Vedrete una stanza dove gli scrivi potrebbero aver copiato i testi, un lastricato dove gli abitanti essiccavano i datteri, un laboratorio di ceramiche, un refettorio, un bagno rituale: tutto richiama alla memoria lo stile di vita degli Esseni, che lasciarono Gerusalemme alla ricerca dell’assoluta purezza dello spirito. Al centro turistico, progettato secondo gli antichi edifici di Qumran, un emozionante filmato collega il fantastico paesaggio con la storia di questo popolo, ricordando come anche Giovanni il Battista sia vissuto qui. La drammatica visione della caverna dove sono stati rinvenuti i manoscritti rappresenta il culmine dell’esperienza, e soddisferà il vostro desiderio di vedere la vista dei rotoli stessi, custoditi al Tempio del Libro, nel Museo di Israele.

Proseguimento per Gerusalemme, ed è importante provenire dal deserto, conservando nel cuore i salmi delle salite durante le visite (Sal 120-134), per arrivare al  luogo che il Signore ha scelto per farvi riposare il suo nome, la casa in terra del Re dell’universo che abita nei cieli.

Quinto giorno


In primissima mattinata, raggiungeremo il Muro della cinta erodiana, denominato Ha Kothel, il posto più sacro della religione ebraica.


Il Muro Occidentale del Tempio di Gerusalemme, chiamato comunemente in ebraico Kotel, è un muro di cinta risalente all'epoca del primo Tempio di Gerusalemme. È anche indicato come il Muro del Pianto. Il Tempio era l'edificio più sacro all'EbraismoErode il Grande costruì imponenti mura di contenimento intorno al Monte Moriah, allargando la piccola piana spianata sulla quale furono eretti il Primo e Secondo Tempio posto in cima all'odierno Monte del Tempio di Gerusalemme.


 In seguito si raggiungerà a piedi il Cenacolo sul Monte Sion, dove leggendo il testo di Luca faremo memoria dell’ultima cena (Lc 22,1-38) e della discesa dello Spirito Santo (Atti 2,1-13).
La stanza nella quale Gesù trascorse l’ultima cena in Gerusalemme (Matteo, XXVI, 17-19 e paralleli) dovette essere un cenaculum del tipo illustrato sopra. All’epoca di Costantino sul luogo indicato come quello dell’ultima cena fu eretta una chiesa, la prima di Gerusalemme (mater ecclesiarum). Nel sec. VI fu costruita sul luogo una basilica più volte distrutta e riedificata. Nel 1333 Roberto d’Angiò e la regina Sancia di Napoli, riuscirono ad acquistare per sé e successori il Cenacolo, dal sultano d’Egitto ed essi affidarono quel santuario alla custodia francescana. Dopo due secoli di pacifico culto, avendo il crollo di un muro sotto il Cenacolo svelato l’esistenza di un sepolcro, si diffuse la diceria – smentita dagli storici – che si trattasse della tomba di David, venerato anche dai musulmani. Le autorità ottomane distrussero perciò parte della basilica, parte ne trasformarono in moschea e ne scacciarono i francescani. Ciò nonostante è stato sino ad oggi sempre permesso ai francescani di recarsi ogni anno, il Giovedì santo, al Cenacolo per pregarvi. Una famiglia musulmana, i Daudi, ebbe la concessione del guardianato del Cenacolo, ed essa si divide il provento delle mance dei visitatori cristiani. A questo punto è oggi la cosiddetta Questione del Cenacolo. Quest’ultimo consta ora di quattro ambienti trascurati, due inferiori e due superiori: il più grande posteriore è il Cenacola propriamente detto e il sottostante a questo, la moschea.
 


 Visita al Cenacolino francescano (se aperto), alla Basilica della Dormizione
Basilica della Dormizione

 e alla Chiesa del Gallicantu,
 dove ricorderemo il tradimento di Pietro (Lc 22, 54-62).
Situata appena fuori la Città Vecchia di Gerusalemme, sulle pendici orientali del Monte Sion, la Chiesa Cattolica Romana di San Pietro in Gallicantu occupa il punto in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù fu imprigionato dopo il suo arresto da parte dei soldati romani.
Il nome della chiesa è un riferimento al canto del gallo in occasione del terzo rinnegamento che Pietro fece nei confronti di Gesù. La chiesa fu costruita nel 1931 sui resti di chiese precedenti, la più antica delle quali era un santuario bizantino costruito nel 475 d.C. in ricordo del pentimento di Pietro.
Chiesa di San Pietro in Galicantu
Per questo motivo la chiesa è composta di stili architettonici e artistici di periodo diverso, amalgamando opere antiche con l’arte moderna. Tra le opere più impressionanti della chiesa troviamo un mosaico di grandi dimensioni che mostra le figure principali del Nuovo Testamento e, nel cortile, una statua che descrive il triplice rinnegamento di Gesù da parte di Pietro.
La chiesa si estende anche nel sotterraneo, incorporando pietre di antiche grotte nella cappella inferiore. Scendendo di un altro livello è possibile ammirare una serie di camere (datate nel periodo del Secondo Tempio), dove Gesù fu appunto incarcerato.
Sul lato settentrionale della chiesa c’è una scala che conduce alla Valle del Kidron e che, si crede, sia stata utilizzata come passaggio tra la parte alta e quella bassa della città di Gerusalemme nel periodo del Primo Tempio.


 Il monte Sion cristiano è il luogo del quartiere dove si riuniva la primitiva chiesa degli apostoli, la santa chiesa degli ebrei a Gerusalemme, la chiesa madre di tutte le chiese; verso la fine del secolo IV, i bizantini, subentrando alla comunità giudeo-cristiana del Sion, costruirono qui una grandissima basilica che chiamarono la Santa Sion e che fu distrutta dai persiani nel 614.
Nel pomeriggio saliremo sul Monte degli Ulivi:


 sosta all’Edicola dell’Ascensione, 

dove secondo la tradizione si trova la pietra dalla quale Gesù è stato assunto in cielo (Lc 24,50-53; At 1,1-11); 
alla chiesa che conserva la Grotta detta del Pater Noster  (Lc 11,2)














 e al Dominus Flevit dove si ricorda il lamento di Gesù sulla città, ispirato alla presa di Gerusalemme da parte dei Babilonesi. 
dominus flevit

Raggiugeremo infine il Getzemani (Basilica delle Nazioni)
dove la lettura del testo di San Luca ci introdurrà nel mistero della decisione di Gesù di morire, dopo una notte trascorsa a pregare

Sesto giorno


partendo dalla Porta dei Leoni 

 e attraversando il quartiere arabo, visitiamo la chiesa di S. Anna 


e la Piscina Probatica.


 Da qui ripercorriamo alcune tappe della “Via Crucis di Gesù”: la Chiesa della Flagellazione,


 il Litostroto, 


la 6° stazione (dedicata a Veronica),













 la 9° (dove si trova il patriarcato copto) 








e infine la Basilica della Resurrezione,


 con la visita approfondita al Calvario e al Santo Sepolcro.
Il Calvario

Il Santo Sepolcro
































facciata della Basilica del Santo Sepolcro


Nel pomeriggio visita di Betlemme. 











Settimo giorno

Di primo mattino partenza per il Tabor per ricordare la Trasfigurazione, 

anticipo della sua Passione.

 Pranzo e nel pomeriggio proseguimento per Nazareth: 

 la Basilica dell’Annunciazione,















 Attraversando il suq giungeremo alla Chiesa ortodossa di San Gabriele, detta ‘fontana della Vergine’. Cena e pernottamento a Nazareth

Ottavo giorno


Dopo la prima colazione partenza per il lago di Galilea

e visita della chiesa del Primato di Pietro. 


Continueremo la visita a Cafarnao dove faremo la traversata sul lago in battello. Al termine, ci dirigeremo sul Monte delle Beatitudini. La giornata terminerà con la visita di Magdala. Cena e pernottamento a Nazareth.