Gli alimenti amici dei diabetici




I legumi possono essere consumati sia cotti che crudi germogliati per assicurare, in quest’ultimo modo, un supplemento di vitamine ed enzimi che inevitabilmente vanno perduti durante il processo di cottura.
Gli stessi cereali possono essere consumati anche in grani interi bolliti. Ne è un esempio il “Pumpernickel” il pane scuro tedesco ottenuto aggiungendo alla farina integrale dei chicchi di frumento interi bolliti. Sembra che questo tipo di pane riduca la risposta glicemica con conseguente minor utilizzo di insulina.

 Tra i vegetali, un ottimo ipoglicemizzante è la cipolla (come anche altre piante del genere Allium). Berne il succo o mangiarne quotidianamente in insalata può avere un effetto che si avvicina all’azione di alcuni ipoglicemizzanti orali (tolbutamide) riducendo la glicemia e il fabbisogno di insulina.
Lo stesso aglio, nella dose di uno spicchio a pasto, presenta le stesse caratteristiche ipoglicemizzanti. Per quest’ultimo, sembra che il problema legato all’odore sgradevole possa essere risolto o molto migliorato da una breve cottura a vapore (circa 15 minuti) dello spicchio con la buccia eventualmente avvolto in un piccolo foglio di alluminio.
 In questo caso l’aglio conserva inalterate le proprie capacità terapeutiche dimostrando una consistente termostabilità.

Tutte le brassicacee, inoltre (cavoli, rape, broccoli ecc.), contenendo principi attivi solforati, mostrano anch’esse un’azione ipoglicemizzante a patto che vengano consumate crude o dopo leggera bollitura al vapore, in quanto presentano una maggiore termolabilità rispetto all’aglio. È inoltre sicuramente utile un’introduzione di acidi grassi omega-3, ricchi in EPA e DHA, gli stessi che si ritrovano nei pesci “selvaggi” (non di allevamento), come lo sgombro, le alici, il salmone ecc. Tra gli integratori utili nel diabete, possiamo ricordare il cromo che abbassa la glicemia incrementando la sensibilità all’insulina e migliorando la tolleranza al glucosio.

Anche la cannella (Cinnamomum zeylanicum), usata in cucina e aggiunta ad alcuni cibi, è in grado di inibire l’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale, facilitando il lavoro dell’insulina.

 Un particolare tipo di zucchina amara, chiamata anche “bitter melon” (Momordica charantia) è un ottimo regolatore del metabolismo dei carboidrati: la sua azione è scientificamente dimostrata.

 Anche l’aloe, una pianta delle liliacee (come l’aglio e la cipolla), presenta un’attività di regolazione glicemica molto spiccata e utile nel diabetico. Tutti gli antiossidanti come la vitamina C, la E, la D, i carotenoidi ecc. proteggono, inoltre, il sistema vascolare dai danni causati dal diabete.